#ALBERTAFERRETTI

My mother used to say: “When you don’t know what to write, read”
It’s a pearl of maternal wisdom that I will carry with me forever. Troubles begin when the only book at hand is the one that Giorgio just threw onto the back of my head. Rudolph and the mystery of the red-nosed reindeer.
Now, I doubt I will draw any inspiration from it, but I surrender to a smile that urges “Mum, everybody in the book!” and I plunge into reading with him.
I wish I could tell you how an unexpected metaphor opened my eyes to a whole new world but no, the reindeer found her sleigh with no particular coup de théâtre and Christmas is safe! But mine is in deep water.
I should get ready for tomorrow, but my eyes are closing.
All of a sudden, the sun rises and the day starts.
Today Marco will show me an Alberta Ferretti outfit and I am not ready at all, so to say.
While he helps me putting on the precious clothes, he explains how Alberta Ferretti’s winter
collection focuses once again on nostalgic romanticism: an articulated combination of stinging desire evoked by transparencies and melancholic regret faintly suggested by pale colours.
While Marco tells me the story he can read in these clothes I find myself immersed in the past, surrounded by silks with lace inlays and elegant forms shaped on my body. I feel cuddled and I feel that so much elegance is carrying me out of my body, making me feel both prudish and an object of desire at the same time; the perfect interpreter of a world that takes shape and reveals itself in the details I wear.
“How do you feel now?” asks Marco
I look at my reflection in the mirror, I swivel around.
“I feel beautiful. Free. Silent. But there’s something odd, as if I were entrapped”
Marco smiles, maybe it was good to get caught unprepared, because each page I read prepares me to the following one, without ever disclosing the plot.
Marco takes me to the beach, a few steps away from his boutique.
“Now take a walk, then tell me how you feel”
Surrounded by the sun, I feel overcome by a powerful energy. I take off my shoes and walk on the fresh sand. I swivel around again.
A woman. That’s how I feel. A woman.
When I tell it to my mentor I see satisfaction on his face.
“You know, behind every collection there’s always research, quest, sufferance, sometimes deep. Wearing an item inspired by the mood of the early twentieth century also means interpreting a woman who begins to emerge, silently, until she achieves the utmost intellectual independence without having to give up the power of her femininity. You are not wearing a dress. You are playing a role.”
Yes, the main role in a wonderful story written by Alberta Ferretti.
While I am going home, I think back to all the experiences I am gaining and how I want to share them with the people I have next to me. Today, when Giorgio will ask once again to go all together into a book, I will tell him that this is possible when you let yourself be carried away by a vision, by the experience of a great artist.
Maybe he will not understand today.
But one day, when he will ask for advice, I will surely tell him:
“When you don’t know what to do, first of all live”.

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#ALBERTAFERRETTI

Mia mamma diceva spesso “Quando non sai cosa scrivere, leggi”.
È un pezzo di saggezza materna che mi porterò dentro per sempre, il problema sorge quando l’unico libro a portata di mano è quello che Giorgio mi ha appena fatto atterrare sull’occipite destro. Rudolph e il mistero della renna dal naso rosso.
Ora, dubito che ne trarrò ispirazione, ma davanti a quel sorriso che inneggia “Mamma, tutti dentro il libro” io non resisto e mi butto nella lettura con lui.
Mi piacerebbe adesso raccontarvi di quella metafora inaspettata che mi ha aperto un mondo, e invece no, la renna ha ritrovato la sua slitta senza particolari colpi di scena ed il Natale di Rudolph è salvo. Il mio in alto mare.
Dovrei prepararmi alla mattinata di domani, ma gli occhi cedono.
In un attimo il sole sorge e la giornata prende forma.
Oggi Marco mi preparerà un look di Alberta Ferretti e io, in gergo, non ho studiato.
Mentre mi aiuta ad indossare i preziosi capi, mi racconta di come la stilista punti ancora una volta su un romanticismo nostalgico, per la sua collezione invernale; un’articolata fusione fra il desiderio pungente offerto dalle trasparenze e il rimpianto malinconico appena sussurrati dai colori tenui. Mentre Marco mi racconta la storia che lui legge in questi abiti, io mi ritrovo persa nelle atmosfere di un tempo passato, tra seta intarsiata di pizzo ed eleganti figure scolpite sulle mie forme. Mi sento coccolata e interprete di un’eleganza che mi trascina oltre il mio corpo, facendomi sentire pudica e desiderata; perfetta interprete di un mondo che prende forma e si racconta nelle finiture che indosso.
“Cosa ti senti adesso” mi domanda Marco
Io mi guardo allo specchio, mi giro su me stessa.
“Mi sento bella. Libera. Silenziosa. Ma c’è qualcosa di strano, come se mi sentissi intrappolata”
Marco sorride, forse arrivare impreparata è stato un bene, perché ogni pagina che mi leggevo addosso, mi preparava alla successiva, senza mai anticiparne la trama.
Marco mi porta fuori, alla piccola spiaggia a pochi metri dalla sua boutique.
“Ora cammina e poi dimmi come ti senti”
Invasa dal sole, mi sento pervadere da un’energia potente, mi tolgo le scarpe e cammino sulla sabbia fresca. Giro ancora su me stessa.
Donna. Ecco come mi sento. Donna.
Quando racconto questo al mio mentore, vedo che la sua espressione ha un’aria soddisfatta.
“Devi capire che in ogni collezione c’è sempre una ricerca, un percorso, una sofferenza a volte profonda. Indossare un capo che si ispira alle atmosfere dei primi del Novecento, significa anche interpretare una donna che inizia ad emergere, in silenzio, fino ad un cammino di grande indipendenza intellettuale, ma senza rinunciare alla potenza della sua femminilità.
Tu qui non ti stai provando un vestito, tu qui interpreti una parte.”
E sì, l’attrice protagonista di una bellissima storia scritta da Alberta Ferretti.
Mentre rientro a casa, ripenso alle esperienze che sto maturando e che voglio condividere con chi mi sta accanto. Oggi, quando Giorgio mi chiederà ancora di stare tutti dentro un libro, gli racconterò di come questo sia possibile, quando ti lasci trascinare da una visione, dall’esperienza di una grande artista.
Forse non lo capirà oggi.
Ma quando un giorno mi chiederà un consiglio penso proprio che gli dirò:
“Quando non sai cosa fare, vivi prima di tutto”.

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