SENTIRSI ISPIRATI

Apro gli occhi nel cuore della notte. Quasi fosse una prassi, faccio il “giro sonno”, che nel mio gergo è quella naturale verifica che da più di otto anni compio per assicurarmi che tutti i bambini stiano sognando e non si apprestino a sfoderare il solito allarme che sveglierà tutti, comprese quelle rughe che la mattina ti ricordano che dormire è la prima soluzione per l’eterna giovinezza.
A volte ripenso a quando il sonno era un’avventurosa cavalcata nell’inconscio che durava le sue belle 7/8 ore di fila, per poi concludersi con l’aroma del caffè nell’aria. Ecco, ora forse sto sognando nuovamente… Ed è proprio mentre ripenso a quel magico sodalizio con Morfeo che incrocio il promemoria appuntato sul frigo:
“Prendere Heidi alle 10 in apt” recita il mio foglietto variopinto, con tanto di sorrisi in calce.
Pensare a questo appuntamento mi restituisce quel vigore necessario per riprendere fiato, sopportare un piagnucoloso “Latte boglio io” e preparare in anticipo quella colazione che, fra 30 minuti, non potrei più fare.
Sfoglio i lavori di diversi anni fa e mi rendo conto di quanto sia appagante creare un’amicizia da un incontro di lavoro. Perché il primo incontro con Heidi risale a più di 5 anni fa, in occasione di un briefing al Cala di Volpe. Il tema era una festa di compleanno da organizzare insieme. Durante quella chiacchierata, il suo charme mi colpì a tal punto che il tempo sembrava essersi fermato. Sembrava dentro uno spot, tutto perfetto, le luci, il tono della voce, la sicurezza in ogni singolo gesto.
Era la perfetta atmosfera che solo una persona d’animo elevato sa accoppiare ad una tale bellezza. Mi raccontò della sua vita trascorsa tra il mondo del fitness e quello delle feste di lusso. E per una abituata a come me a viaggiare, la sua vita fra L.A., Londra e la Costa Azzurra rappresentava il perfetto set per i miei film mentali.
Quella mattina iniziò quel meraviglioso percorso che io chiamo amicizia. Così, quando Heidi mi accennò per telefono ad un nuovo progetto di vita, la mia curiosità raggiunse livelli imbarazzanti, tanto da turbare forse l’unica notte silente di tutta quest’estate.
Credo che se negli anni futuri sarò in gradi di riconoscere da uno sguardo un progetto vincente, lo dovrò a quello che ho incrociato quella mattina, alle 10, all’aeroporto di Olbia.
Lasciamo la città per ritirarci dentro un fitto scambio di vite nel cuore di Porto Cervo. Troviamo il sapore di casa all’Aqualounge, sotto lo sguardo vigile dei giganti del mare che si apprestano a lasciare gli ormeggi.
Ed è in questo equilibrio tutto nostrano, che Heidi mi presenta Sirò,  una capsule collection di maglie di lusso 85% seta e 15 % cashmere.
Nella sua collezione Ha scelto di usare la migliore qualità, la produzione è Loro Piana e si ispira ai colori della Costa Azzurra.
Il suo racconto è così appassionato che già mi vedo con indosso un suo capo che veleggio per i moli in attesa che Matteo mi rapisca per un brindisi in mezzo al mare. Credo che questa desiderio fosse così lucido, che la stessa Heidi realizzò la prima parte di questo sogno, regalandomi una splendida maglia arancio. Per il rapimento, invece, temo che dovrò aspettare ancora il prossimo sogno. La mattinata scivola via così, con tanti progetti da condividere e mille porte che si aprono. Ancora. Perché Heidi non è solo un’amica, non è solo una partner di lavoro, ma è soprattutto ispirazione.
Sarà per questo che ora, con quasi 40 gradi al tramonto, con Leonardo che mi guarda perplesso perché indosso una maglia arancione, mentre lui si strapperebbe la pelle dal caldo, io, invece, mi sento finalmente ispirata.
Non so se stasera arriverà Matteo per portarmi a brindare alle luci del crepuscolo, ma so per certo che la carezza di questo tramonto, ora, la indosso e mi basta per sentirmi in cima al mondo.

Sirò Porto Cervo