Petra Segreta

È da giorni che infilo perline e ninnoli di ogni forma e colore in fili di caucciù è una mania che mi accompagna fin da quando ero una bambina. Così facendo riesco a concentrarmi sui vari pensieri, isolando tutto il resto. Ma oggi l’atmosfera è contromano.
L’estate è piombata con un’imponenza inaspettata, posizionando un fon gigante sul mio giardino, ho una dozzina di telefonate in coda da chiudere e tre bambini che scalpitano felici per la scuola alle spalle.
Neppure le mie amate perline riescono nell’arcano sortilegio di ordinare il flusso di mille pensieri e darmi la giusta carica. L’ansia è la variante più cupa di questa dispersione di energia.
Ma esiste un posto, in questo piccolo paradiso, che ha la capacità di restituire pace e bellezza anche all’anima inquieta che oggi alberga in me.
Si chiama Petra Segreta, sorge come un diamante incastonato nelle rocce granitiche a pochi chilometri da San Pantaleo, è il frutto della visione di 2 persone, Luigi e Rosella. Lui medico, lei architetto. Apparentemente contro ogni logica, hanno deciso di creare un resort, oggi 5 stelle, lontano dal mare.
Ma basta varcare il cancello di Petra Segreta per capire che quella scommessa così diffide, loro l’hanno vinta.
Il primo a venirmi incontro è Luigi, sorridente come al solito. Da anni si prende cura degli ospiti dirigendo la cucina e quando gli domando come sia possibile che un medico affermato abbandoni tutto per diventare Chef, lui sorride e mi risponde che in fondo le persone le cura sempre e probabilmente ancora meglio, offrendo una filosofia di cucina genuina a chilometro zero.
“Accompagnami a fare la spesa!”
È un esortazione che nasconde tutto il suo orgoglio per la fattoria nata accanto al resort.
Il tempo sembra aver fatto un elegante inchino al passato, la prima tappa è nel piccolo caveau caseario dove Daniele sta preparando il formaggio. Il profumo intenso è inebriante. Luigi mi spiega tecniche e quel piccolo segreto, che però si infrange al primo assaggio. Passiamo poi per l’orto a raccogliere pomodori e zucchine. La spesa si conclude con un cesto di uova e un incontro ravvicinato con Pasticcione, un bellissimo cavallo il cui nome è tutto un programma.
“Ora ti lascio il tempo di riprendere le energie. Ci vediamo per il pranzo”
Mi indica l’ingresso dove mi accoglie, elegante e simpatica come sempre, Rosella.
Quando le racconto il mio stato d’animo di questi giorni e lo squilibrio che avvertivo, capisco il perché delle parole e i sorrisi di Luigi nel momento in cui gli confidavo di sentirmi scarica. Rosella mi guida in un sentiero che si insinua tra la fitta vegetazione, dove grandi pietre, che incutono un po’ di soggezione, si ergono a guardiani di questi luoghi ancestrali. Rosella mi spiega i grandi benefici che molte persone traggono affrontando questo percorso. È qui che, guidata dalla sua spiccata sensibilità, lentamente mi sembra di recuperare forze e serenità. Tra grotte e rocce modellate dal tempo, chiudo gli occhi e l’immaginazione viaggia fra antichi shamani, riti propiziatori e potenti sodalizi con le forze della natura.
Il percorso è lungo e molto intenso. Ma quando guadagnamo l’ingresso della struttura, mi sento addosso qualcosa che mi avvolge e mi scuote. Difficile dar forma a questa sensazione.
Le parole di Rosella in qualche modo anticipano la mia domanda
“È normale, ora riposati e mangia qualcosa. Luigi ti aspetta”
La tavola è imbandita, Luigi mostra con orgoglio dei ravioli preparati con gli ingredienti raccolti alla fattoria. Il profumo accarezza la sala, ma niente mi poteva preparare al gusto.
Mi guardo intorno e in lontananza vedo Rosella sfilare via.
Io credo nel potere della suggestione, credo che a volte ci lasciamo rapire dal fascino delle cose e restituiamo ad esse anche il beneficio di quella magica illusione. Ma nel piatto preparato da Luigi, nel percorso fatto con Rosella c’è qualcosa di più. C’è qualcosa che mi piacerebbe raccontare, ma nel contempo mi lascia senza parole. C’è la bellezza di un posto che mi rimane nel cuore. E non ti lascia più. C’è quel medico che ha posato il camice e quell’energia che pulsa nella terra.
C’è Petra Segreta

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